> 23-02-2010
Il governo italiano contro i dazi sulle materie prime. Giusta la posizione di FACE


Lunedì scorso il vice ministro allo Sviluppo economico con delega al commercio estero Adolfo Urso ha incontrato per la prima volta De Gucht, nuovo commissario al Commercio Ue, al quale ha chiesto di sospendere i dazi sulle importazioni di materie prime ancora colpite da tali misure, tra le quali fa spicco come importanza l’alluminio grezzo, insieme ad altri materiali come elettrodi di carbone, prodotti di chimica organica, pelli, cuoio. «La sospensione di questi dazi migliorerà sensibilmente la competitività delle nostre imprese e genererà, a valle, un chiaro beneficio per i consumatori in termini di riduzione del prezzo finale dei prodotti» ha dichiarato Urso sulle pagine di Repubblica. «Siamo un Paese prevalentemente trasformatore ma povero di risorse, dipendiamo dall'estero in misura sensibile per l'approvvigionamento di numerosi prodotti. Già tre anni fa siamo riusciti a ridurre i dazi, che oggi sono fra il 3 e il 7%. Ma ancora pesano troppo: applicando le relative percentuali ai diversi settori per i primi 11 mesi dell'annus horribilis 2009, avremmo un risparmio complessivo di circa 60 milioni di euro».
Il vice ministro Adolfo Urso si è sempre dimostrato molto sensibile a tutte le problematiche dell’accesso alle materie prime, un tema di enorme rilievo per l’industria manifatturiera italiana, ed ha sostenuto con convinzione gli sforzi di questi ultimi dieci anni della Federazione Europea dei Consumatori di Alluminio FACE, e delle numerose aziende italiane presenti in questa associazione, per arrivare alla abolizione del dazio Ue sull’alluminio primario, un provvedimento fuori dal tempo e dalla logica industriale europea, che mette fuori competizione non solo i trasformatori di alluminio ma anche gli utilizzatori finali Ue.